Anello della lapide
Un viaggio che collega Emarese ed Eresaz a metà tra storia e leggenda
ATMOFERA:
Uno splendido anello non lungo e molto elusivo che segue un sentiero non ufficiale ma ben segnato con bolli gialli ed “ometti perfetti” lì dove la traccia si fa più incerta. La congiunzione dei due piccoli centri è un’esplorazione dell’ambiente circostante in uno fiabesco bosco. I due villaggi sono intimi ed accoglienti con i loro labirintici vicoli.
Ad Eresaz ben due locande offrono un piacevole ristoro per una pausa: la solida ed intramontabile “piola”, la Trattoria Alpina, condotta dall’inossidabile Egidio - che eredita la vecchia tradizione di sua mamma Anna - e il raffinato locale Le Milieu, proprio antistante, che in un ambiente caldo, con arredi in legno, offre un’altra opportunità in tutte le stagioni.
PERCORSO:
Si parte dalla parte bassa di Emarése (940m) provenendo da Saint–Vincent. Alle prime case vi è un rettilineo con dei dossi e la fermata bus. Prima della grande curva a sinistra, troviamo un ampio parcheggio a destra e da lì partiamo a piedi dove una carrabile, prima asfaltata e successivamente sterrata, si distacca sulla destra dove ci sono anche indicazioni di percorsi ciclistici.
PERCORSO:
Si parte dalla parte bassa di Emarése (940m) provenendo da Saint–Vincent. Alle prime case vi è un rettilineo con dei dossi e la fermata bus. Prima della grande curva a sinistra, troviamo un ampio parcheggio a destra e da lì partiamo a piedi dove una carrabile, prima asfaltata e successivamente sterrata, si distacca sulla destra dove ci sono anche indicazioni di percorsi ciclistici.
La strada (che congiunge con il Col d’Arlaz) è perfettamente pianeggiante e si snoda lungo il costone di affaccio sul fondovalle. Ignorare una prima deviazione a destra in discesa su un altro stradello.
Dopo circa 25 minuti si raggiunge una area aperta dove vi è un fungo in legno, un’edicola votiva, e una deviazione a sinistra in salita su sentiero.
Un altro stradello si dirige a sinistra verso una zona di lavori in corso. Questa località viene definita localmente “Champeille da Piana”.
Si prosegue sulla strada principale con una leggera discesa e leggera risalita continuando per circa un altro quarto d’ora fin quando sulla sinistra appaiono dei piccoli cartelli gialli artigianali che indicano delle deviazioni. Il cartello verso destra indica il percorso per Le Grand Hoël, mentre quello sinistra in salita dà un’indicazione di 1h10’ per Eresaz. Dobbiamo prendere a sinistra in salita ed entriamo nella parte più affascinante di un percorso che non è segnato su alcuna carta.
Il sentiero si snoda fra grandi massi erratici, un fitto sottobosco e un bosco di pini.
L’itinerario è supportato da piccoli bolli gialli e da ometti ben visibili di grande aiuto quando la traccia si annoda, scivola fra i massi, amoreggia con le piccole gobbe in un suggestivo addentrarsi dove si avverte il vero “respiro del bosco”. Un paio di punti in cui il sentiero perde quota, ciò non deve preoccupare, subito dopo il percorso ricomincia a salire dolcemente.
Dove sono assenti bolli ed ometti la traccia è ben evidente e si notano anche dei tratti sistemati con un calpestio di rocce sapientemente posizionate che fanno immaginare un’antica mulattiera.
Durante un attraversamento di un piccolo deposito di sassi e rocce, si può notare sulla sinistra una lapida posta a memoria di Celestina Bosc la cui storia è avvolta dal mistero, ma che dà il nome a questo anello.
Il sentiero si solleva e ci porta al confronto con dei superbi panorami verso le montagne della parte destra della regione: Becca del Luseney, monte Faroma, cima Longhede, fino a intravedere sempre meglio il Monte Bianco sullo sfondo. Sul versante opposto spicca l’inconfondibile guglia del Mont Avic.
Il bosco si dirada e ci accoglie un tratto meglio definito con un muretto a secco sulla sinistra fino ad attraversare uno stradello. Appaiono i cartelli ufficiali della regione che danno 0h20’ per Eresaz. Si taglia perpendicolarmente lo stradello e poco dopo ne incontriamo un altro. Lo si attraversa e si prosegue risalendo un piccolo costone cui segue un bel tratto verso sinistra che porta al grande affaccio su Eresaz su un vero terrazzo orografico. Il paese ci appare come una bella sorpresa.
Possiamo proseguire sullo stradello più marcato che passa vicino al recente ripristinato laghetto di Lod oppure puntare a sinistra ad una bella edicola situata a circa 100 metri dove una madonnina è posta su un poggetto a rimirare la meraviglia delle montagne. Qualunque scelta conduce nel bel villaggio (1200 m) che si attraversa per raggiungere, oltre i due luoghi di ristoro anche l’edificio comunale di un vivace colore giallo con annessa scuola (fin qui 2h15).
Per avviarci a chiudere l’anello dobbiamo scendere fino alla parrocchiale di San Rocco, l’ultimo edificio del paese in basso. Qui i segnavia non sono di supporto ma proprio di fronte alla porta della chiesa, che rimane sulla destra scendendo, vi è un bel sentiero a sinistra.
Un tracciato evidente che dopo 60 metri curva a destra. Non ci sono dubbi o alternative. Poco dopo il sentiero tocca la strada provinciale ad un tornante lì dove c’è una croce, sfiora l’asfalto ma bisogna proseguire a sinistra lasciandosi a destra il guardrail. Si scende un tratto leggermente ripido (ometti sul posto) fino a raggiungere due pali inchiodati ad angolo acuto su una sorta di mulattiera. Si prende a destra seguendo altri paletti fino ad un vicino manufatto idrico.
Si attraversa uno stradello, si osserva a destra la non lontana chiesa di San Pantaleone e si prosegue in discesa (altro manufatto) fino ad intercettare nuovamente la provinciale, ancora ad un tornante. Come sopra, la si sfiora e si prosegue in discesa ritrovando delle labili frecce giallo/verdi. Ritocchiamo la strada ma stavolta la attraversiamo in modo perpendicolare passando accanto ad una croce che teniamo a destra e poi subito in discesa a sinistra lungo le prime case di Emarèse che si avviluppano in vicoli e piccole piazzette, dove ogni vicolo cieco è un regalo fatto per chi scopre questo angolo di serenità segnato dalla chiesetta di San Giacomo e Filippo rigorosamente scritti in francese.
Individuiamo a senso, tra i ruderi e qualche casa restaurata, col giusto fiuto la via corretta per discendere al parcheggio di partenza.
Testo di Carlo Coronati
Foto di Archivio ViviEmarese
Foto di Archivio ViviEmarese
Posizione e contatti
| Prénom | Description |
|---|---|
| Point de départ | Parcheggio della Frazione Emarese |
| Point d'arrivée | stesso della partenza |
| Longueur | km 7.3 |
| Temps de Voyage | 3 h |
| Degré de difficulté | E+ (Escursionistico) - lievi difficoltà |
| Niveau différence | 280 D+ |
| Période recommandée | tutto l'anno |
| Caractéristiques | Una bella passeggiata che necessità solo di un po' di attenzione nel seguire la traccia |
| Modalità di accesso | Il punto di partenza è raggiungibile in auto, il percorso non è adatto a biciclette e carrozzine |