Anello delle Tre Edicole
Un breve anello che regala piccole sorprese
L’atmosfera:
Anello boscoso, breve, adatto a chi vuole riprendere il ritmo per affrontare escursioni più robuste, ma che intreccia dei temi interessanti come le edicole votive disseminate sul territorio e il Ru d’Arlaz. Le prime sono delicate, gentili, solitarie dove si intuisce che una mano leggera, anonima e accurata pone un fiore o fa una piccola riparazione. Una madonnina, sempre presente, accompagna a volte brevi parole. Il ru invece si incontra prepotente nella parte iniziale del percorso e rappresenta una vera caratteristica del territorio. Un “portatore d’acqua”, un canale incessante che si “abbevera” al torrente Evançon, la cui costruzione risale al XIV secolo. A volte intubato a volte a cielo aperto è una piacevole compagnia. Nei mesi estivi, quando la cascata a monte è impetuosa, le acque scorrono veloci favorendo l’irrigazione dei territori collinari con le saracinesche laterali aperte. Percorso ad anello che si può iniziare ad Emarèse, come suggerito, ma anche ad Eresaz.
Anello boscoso, breve, adatto a chi vuole riprendere il ritmo per affrontare escursioni più robuste, ma che intreccia dei temi interessanti come le edicole votive disseminate sul territorio e il Ru d’Arlaz. Le prime sono delicate, gentili, solitarie dove si intuisce che una mano leggera, anonima e accurata pone un fiore o fa una piccola riparazione. Una madonnina, sempre presente, accompagna a volte brevi parole. Il ru invece si incontra prepotente nella parte iniziale del percorso e rappresenta una vera caratteristica del territorio. Un “portatore d’acqua”, un canale incessante che si “abbevera” al torrente Evançon, la cui costruzione risale al XIV secolo. A volte intubato a volte a cielo aperto è una piacevole compagnia. Nei mesi estivi, quando la cascata a monte è impetuosa, le acque scorrono veloci favorendo l’irrigazione dei territori collinari con le saracinesche laterali aperte. Percorso ad anello che si può iniziare ad Emarèse, come suggerito, ma anche ad Eresaz.
Il punto di partenza è il parcheggio di Emarèse (950 m) al termine del rettifilo a destra (venendo da Saint-Vincent), prima della curva a sinistra, appena superata la fermata bus.
Il recente punto sosta dove vi sono anche paline relative ai percorsi delle ciclovie è caratterizzato da uno stradello asfaltato che lasciamo subito per discendere su una pista a destra non segnalata.
Dopo 150 metri la pista diviene sentiero e intercetta la prima edicola del percorso (foto 01 e 02) da cui è possibile godere di un bel panorama sulla valle centrale.
Si continua a scendere per 10 minuti e tre tornanti anticipano l’arrivo sulla sterrata caratterizzata dal ru con il segnavia 1 (foto 03) che indica Sommarese nella direzione dalla quale proveniamo (quota 880).
Prendiamo a sinistra con tratti del ru a volte intubato, a tratti interrato (foto 04), ma a tratti, più piacevolmente, a cielo aperto sempre in leggera salita. Procediamo ed intercettiamo a sinistra uno stradello che viene dall’alto. Continuiamo sulla stessa pista fino ad una serie di paline con varie indicazioni e, prima di arrivare ad una presa d’acqua, a 20 metri dalle paline troviamo sulla sinistra una tabellina gialla (foto 05) su un albero a sinistra che segnala Eresaz a 1.20 h. Noi fin qui abbiamo camminato circa 45 minuti dalla partenza.
Prendiamo il ripido sentiero a sinistra scavalcando il ru e risaliamo costantemente nei boschi osservando sulla destra dopo qualche minuto una interessante cavità caratterizzata da una sorta di accesso con pietre ordinatamente accatastate come a proteggere l’accesso alla grotta (foto 06).
Pochi metri ancora in salita e fra due muretti a secco raggiungiamo la strada di in località Champeille de Piana a quota 971.
Il luogo è ameno con un fungo scolpito, una croce con campanella (foto 07), e la seconda edicola della giornata (1h dalla partenza).
Si prende in salita tagliando perpendicolarmente la strada seguendo il segnavia per Eresaz. Si risale una prima spalla che anticipa un tratto pianeggiante. Riprendiamo a salire costantemente raggiungendo un tratto con dei muretti a secco ben caratterizzati anche da un ometto all’incrocio con una pista erbosa.
Si continua dritti fra muretti a secco in salita avvicinandosi ad un possente costone roccioso che si aggira verso destra. Si perviene ad un bivio dove si va a destra e si continua traversando uno stradello prendendo ancora a destra per un ultimo strappetto che ci porta alla terza edicola (foto 08) e al punto più alto della nostra giornata (1178 m).
Si vede da qui Eresaz, ormai vicina, dolcemente appoggiata sui declivi erbosi che scendono dalla Testa di Comagna. L’edicola così ricorda al suo interno: “o tu che passi per questa mulattiera ricorda di recitare una preghiera”.
Si discende verso Eresaz introducendoci nelle case del paese passando per la via Abbé Trèves (personaggio di grande rilevanza storica per il territorio comunale). Ci viene incontro un vecchio “rascard” pericolante che lasciamo a sinistra, la piazzetta del paese, il forno comunale, bell’edificio in pietra, fino a pervenire sulla strada comunale che unisce il capoluogo alle frazioni (1150 m – 2 h dall’inizio).
Siamo attratti da un grosso edifico giallo sulla sinistra che è il Municipio con le scuole e da qui riprendiamo la discesa verso Emarèse. Per avviarci a chiudere l’anello dobbiamo scendere fino alla parrocchiale di San Rocco, l’ultimo edificio del paese in basso. Qui i segnavia non sono di supporto ma proprio di fronte alla porta della chiesa, che rimane sulla destra scendendo, vi è un bel sentiero a sinistra.
Un tracciato evidente che dopo 60 metri curva a destra. Non ci sono dubbi o alternative. Poco dopo il sentiero tocca la strada provinciale ad un tornante lì dove c’è una croce, sfiora l’asfalto ma bisogna proseguire a sinistra lasciandosi a destra il guardrail.
Si scende un tratto leggermente ripido (ometti sul posto) fino a raggiungere due pali inchiodati ad angolo acuto su una sorta di mulattiera. Si prende a destra seguendo altri paletti fino ad un vicino manufatto idrico.
Si attraversa uno stradello, si osserva a destra la non lontana chiesa di San Pantaleone e si prosegue in discesa (altro manufatto) fino ad intercettare nuovamente la provinciale, ancora ad un tornante. Come sopra, la si sfiora e si prosegue in discesa ritrovando delle labili frecce giallo/verdi.
Ritocchiamo la strada ma stavolta la attraversiamo in modo perpendicolare passando accanto ad una croce che teniamo a destra e poi subito in discesa a sinistra lungo le prime case di Emarèse che si avviluppano in vicoli e piccole piazzette, dove ogni vicolo cieco è un regalo fatto per chi scopre questo angolo di serenità segnato dalla chiesetta di San Giacomo e Filippo rigorosamente scritti in francese.
Individuiamo a senso, tra i ruderi e qualche casa restaurata, col giusto fiuto la via corretta per discendere al parcheggio di partenza. (Tot. 2.30 h)
Individuiamo a senso, tra i ruderi e qualche casa restaurata, col giusto fiuto la via corretta per discendere al parcheggio di partenza. (Tot. 2.30 h)
Testo di Carlo Coronati
Foto di Giulia Ceci e Carlo Coronati
Traccia GPX di Giulia Ceci
Posizione e contatti
| Prénom | Description |
|---|---|
| Titre | Anello delle tre edicole |
| Point de départ | Parcheggio di Emarese |
| Point d'arrivée | Parcheggio di Emarese |
| Longueur | 5,2 km |
| Temps de Voyage | 2h 30' |
| Degré de difficulté | E (Escursionistico) |
| Niveau différence | 332 D |
| Période recommandée | tutto l'anno - in inverno possibili tratti innevati |
| Caractéristiques | anello su antiche mulattiere boscose e l’incontro con il ru d’Arlaz |
| Modalità di accesso | L'anello passa in più ounti vicino alla carrozzabile, quindi può essere raggiunto in auto alla partenza e ad Eresaz |